28 giu 2010
La musica come stupefacente pulito
Cari amici,
forse molti di voi non sanno che il mio impegno primario, la cosa a cui sto dedicando la maggior parte delle mie energie, è diffondere la pratica musicale. Da questo pensiero è nata la necessità di avere una scuola, il CPM, che sempre di più sta diventando una scuola d’arte musicale dove si crea e non si impara soloa suonare ed una edizione, magistralmente portata avanti ora da mio figlio Francesco. Perché più si suona più ci rendiamo sensibili e capaci di ascoltarci l’uno con l’altro.
Non ci rendiamo conto appieno di quanto sia importante per la crescita delle persone fare Musica o abbracciare una disciplina artistica. Io me ne sono accorto sul campo dopo aver lavorato non solo sui palcoscenici con i fari puntati addosso ma anche in luoghi dove la Musica entravo solo attraverso le radioline come carcere e comunità.
Più di dieci anni passati una, due volte la settimana a contatto con chi per debolezza, incoscienza, raramente per insensibilità, si è trovata l’anima prima imprigionata dagli stupefacenti, poi dalle sbarre.
Senza sostanze in carcere si sta male. Io come sostituto ci portavo uno stupefacente pulito, la Musica. Negli ultimi tempi si sono aperte polemiche che hanno coinvolto Musicisti e sostanze. In merito ho pubblicato su Strumenti Musicali, nel mese di Aprile Maggio e Giugno, tre articoli che trattano il mio punto di vista sull’argomento. Li troverete anche in questo spazio pubblicati mensilmente.
Franco Mussida
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Francesco dice:
Pubblicato il 07-07-2010 alle 22:18
Non c’è dubbio che la musica rende migliori e che ne vada incentivata la pratica “qualitativa” soprattutto in età scolastica, per dar modo intanto di crearsi solide basi tecniche che saranno utili dopo gli inevitabili periodi di abbandono che chi suona solo per hobby inevitabilmente incontrerà per le contingenze della vita. Parlo dall’esperienza di studio autodidattica di un 42enne che praticamente ha visto e partecipato da attivissimo consumatore al vertiginoso evolversi, in poco più di un ventennio, della moderna didattica musicale, dai libri con l’audiocassetta alle lezioni online. Se il supporto video fosse stato disponibile quando iniziai un quarto di secolo addietro, avrei evitato molti errori di impostazione e inutili stress e danni fisici, perchè avendo subito nel lontano 1981 un intervento invasivo per coartazione aortica, esercitandomi alla chitarra ho peggiorato la malandata postura e adesso sono forse l’unico a suonare in rete con tutori ortopedici. E anche se la salute peggiora e vedo nero, nello spirito continuo comunque a essere l’adolescente sognatore che immagina di diventare il prossimo Paul McCartney e cerco di imparare e migliorare dedicando quasi tutto il mio tempo libero alla pratica musicale, prendendo soddisfazioni morali da qualche commento positivo che ricevo da ascoltatori che si imbattonoo nel mio canale su youtube! Secondo me il professionismo musicale e il concetto tradizionale di musicista in giro per il mondo scomparirà presto proprio a causa di internet, perciò la prima cosa da far capire ad un neofita è che la musica è solo un hobby che può dare tante soddisfazioni a livello di crescita personale se animati da passione non mascherata da secondi fini (che poi a quell’età sarebbero quelli di “acchiappare” le femmine e pensare di diventare una star musicale): solo progredendo tecnicamente nello studio si potrà apprezzare e suonare musica di qualità, specie del passato, e vivere l’esperienza del pentagramma nella sua pienezza. La musica è sogno, la vita, per i più, una corsa ad ostacoli che solo le sette note aiutano a capire che invece dovrebbe essere vissuta come una dolce passeggiata!